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Torri e Belvedere delle campagne Iblee

Sparse nel territorio ibleo si trovavano diverse torri (muragghia) di pietra a secco. Erano per lo più un modo ordinato per accumulare la risulta del continuo spietramento dei terreni agricoli. Alcune venivano modellate con cura e munite di scale per servire da belvedere ( i maligni sussurravano che fossero usate dai proprietari terrieri per controllare le operazioni di raccolta e immagazzinamento dei fittavoli). Le loro sagome abbellivano il paesaggio. Se l'interno era vuoto offrivano un riparo di fortuna. Le più imponenti contribuivano a connotare una contrada e rappresentavano un comodo punto di riferimento o un ritrovo per l'abbeverata.

Sono scomparse quasi tutte, inghiottite dai frantoi e dai cementifici che, negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, le trasformarono in breccia per calcestruzzo.

Si salvarono solo i muri di recinzione e di contenimento e vennero eliminati con sollievo e senza esitazione gli accumuli di spietramento.

Fra le torri e i nuraghi eliminati si trovavano capolavori di architettura in pietra a secco. Vere e proprie torri o edifici costruiti con sapienza e senso estetico.
Ne rimangono una decina, ma sono sufficienti a farci capire che cosa abbiamo perso per sempre.


Ecco le immagini di alcune di esse.

Immagini

belvedere

Il "belvedere" di c.da Calafato - lat. 36°55'3.18"N long.14°37'34"E