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Ragusa - via F. Rossitto 6/b
Confina con le contrade: Mendolilli, Scifazzo, Trebastoni, Ilice, Giubiliana, Zappata, Cava Cavalusi.
Questo ex feudo di 300 salme formava un’antica proprietà con centro alla “turri ‘i Rrenna” avanzo di un castello feudale trasformato oggi in masserie. Nella parte a nord/ovest vi erano i maiazzinazzi, grandi magazzini per conservare i raccolti di grano. Anticamente il feudo era poco coltivato e ricco di pietre affioranti e alberi di gelso nero. Da un manoscritto del canonico G. Boscarino apprendiamo che gli incolti e soprattutto le cave con i loro aggrottati erano infestati da briganti. Nel corso del XVIII secolo il Re delle Due Sicilie obbligò i proprietari a censire il feudo e a ripartirlo in lotti di nove salme ciascuno da affittare a dei massari. Con l’arrivo degli enfiteuti e dei coloni nacquero le masserie e i campi coltivati con i caratteristici muretti a secco come risulta dello spietramento e della recinzione delle colture. (notizie ricavate da: La toponomastica di Ragusa di Carmela Sgarioto)
Il teritorio, dotato di un'intricata rete di strade e stradine che lo collegano con le località confinanti, è costellato da antichi sepolcreti, resti di abitati medievali e imponenti carrubi secolari.
Forse alla fine dell’800 o ai primi del secolo scorso, sul limitare dell'altopiano, vennero costruite le due torri in pietra a secco che possiamo ancora vedere.
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